{"id":4516,"date":"2026-08-31T10:30:00","date_gmt":"2026-08-31T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/studioprogettovita.it\/?p=4516"},"modified":"2026-08-29T23:00:37","modified_gmt":"2026-08-29T21:00:37","slug":"quando-aspettare-diventa-difficile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studioprogettovita.it\/?p=4516","title":{"rendered":"Quando aspettare diventa difficile"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4516\" class=\"elementor elementor-4516\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-c48aa4e e-con-boxed e-con\" data-id=\"c48aa4e\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-cf17f3b elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"cf17f3b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.8.0 - 30-10-2022 *\/\n.elementor-heading-title{padding:0;margin:0;line-height:1}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title[class*=elementor-size-]>a{color:inherit;font-size:inherit;line-height:inherit}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-small{font-size:15px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-medium{font-size:19px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-large{font-size:29px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xl{font-size:39px}.elementor-widget-heading .elementor-heading-title.elementor-size-xxl{font-size:59px}<\/style><h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Quando aspettare diventa difficile\nFrustrazione, noia e gratificazione immediata nell\u2019era digitale\n<\/h2>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-dd8379c e-con-boxed e-con\" data-id=\"dd8379c\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-193f798 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"193f798\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h4 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">DUE STORIE SPECCHIO<\/h4>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e0b3cfb e-con-boxed e-con\" data-id=\"e0b3cfb\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-015d49f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"015d49f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<style>\/*! elementor - v3.8.0 - 30-10-2022 *\/\n.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-stacked .elementor-drop-cap{background-color:#818a91;color:#fff}.elementor-widget-text-editor.elementor-drop-cap-view-framed .elementor-drop-cap{color:#818a91;border:3px solid;background-color:transparent}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap{margin-top:8px}.elementor-widget-text-editor:not(.elementor-drop-cap-view-default) .elementor-drop-cap-letter{width:1em;height:1em}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap{float:left;text-align:center;line-height:1;font-size:50px}.elementor-widget-text-editor .elementor-drop-cap-letter{display:inline-block}<\/style>\t\t\t\t<p>Marco ha 11 anni. \u00c8 sveglio, brillante, va bene a scuola. Ma alle 21, quando i genitori spengono la PlayStation, inizia l\u2019inferno: urla, insulti, porte sbattute.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 cattivo carattere\u00bb, dice la mamma.<\/p>\n<p>Luca ha 29 anni. Lavora in un\u2019agenzia, \u00e8 competente e affidabile. La settimana scorsa, durante una riunione, ha alzato la voce perch\u00e9 il capo aveva rimandato una risposta di appena due ore.<\/p>\n<p>\u00abNon mi ascoltano subito\u00bb, ha detto.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 andato in bagno e si \u00e8 messo a scrollare TikTok per calmarsi.<\/p>\n<p>A prima vista, Marco e Luca non hanno nulla in comune. Uno \u00e8 un bambino, l\u2019altro \u00e8 un adulto. Uno litiga per una console, l\u2019altro per una risposta che tarda ad arrivare.<\/p>\n<p>Eppure, in studio, possiamo osservare lo stesso meccanismo: <strong>una soglia di tolleranza alla frustrazione che si \u00e8 progressivamente abbassata<\/strong>.<\/p>\n<p>E anche un contesto comune: anni trascorsi dentro un ambiente che ci ha abituati alla rapidit\u00e0 della ricompensa. Un video, un like, una consegna, una risposta, un acquisto: tutto \u00e8 immediatamente disponibile.<\/p>\n<p>Nel 2026, quando valutiamo un problema comportamentale, non possiamo pi\u00f9 limitarci a parlare di \u00abtemperamento difficile\u00bb, \u00abscarsa educazione\u00bb o \u00abmancanza di volont\u00e0\u00bb. C&#8217;\u00e8 una variabile ambientale che merita di essere integrata nella valutazione: <strong>l&#8217;ecosistema digitale nel quale bambini, adolescenti e adulti trascorrono una parte crescente della loro giornata<\/strong>.<\/p>\n<p>Non significa che lo smartphone, i videogiochi o i social \u00abcausino\u00bb un disturbo del comportamento. Significa qualcosa di pi\u00f9 complesso: <strong>il contesto nel quale il cervello si allena pu\u00f2 influenzare il modo in cui impariamo a gestire attesa, noia, impulso e frustrazione<\/strong>.<\/p>\n<p>E se ignoriamo questo contesto, rischiamo di occuparci soltanto della punta dell&#8217;iceberg.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1bea599 e-con-boxed e-con\" data-id=\"1bea599\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-371a194 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"371a194\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h4 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">UN CERVELLO ALLENATO ALLA GRATIFICAZIONE IMMEDIATA<\/h4>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-17bfeee e-con-boxed e-con\" data-id=\"17bfeee\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-972e5eb elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"972e5eb\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Il cervello umano \u00e8 straordinariamente adattabile. Impara dalle esperienze ripetute e, nel tempo, costruisce aspettative.<\/p>\n<p>Oggi molti bambini e adolescenti crescono in un ambiente caratterizzato da una sequenza quasi ininterrotta di stimoli brevi e ricompense rapide: video che cambiano continuamente, notifiche, videogiochi con premi, contenuti personalizzati dagli algoritmi, feed infiniti.<\/p>\n<p>Fai un&#8217;azione e ricevi una risposta. Se un contenuto non interessa, lo salti. Se arriva la noia, cambi stimolo.<\/p>\n<p>La regola implicita pu\u00f2 diventare semplice: <strong>se qualcosa non mi gratifica subito, posso passare oltre<\/strong>.<\/p>\n<p>Negli adulti il meccanismo non \u00e8 molto diverso. Cambiano le piattaforme, ma non la logica: notifiche WhatsApp, e-mail, messaggi di lavoro, acquisti con un clic, consegne rapide, social network e aggiornamenti continui.<\/p>\n<p>Anche noi adulti siamo immersi nella cultura dell&#8217;immediatezza.<\/p>\n<p>Il problema emerge quando questa modalit\u00e0 di funzionamento entra in conflitto con la vita reale, che continua a essere fatta di attese, risposte che tardano, compiti noiosi, relazioni difficili e desideri che non possono essere soddisfatti immediatamente.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio l\u00ec che pu\u00f2 comparire la difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Cosa osserviamo sempre pi\u00f9 spesso?<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong> Una minore tolleranza alla frustrazione.<\/strong><br \/>Un \u00abno\u00bb, un&#8217;attesa o un limite possono essere vissuti con un&#8217;intensit\u00e0 sproporzionata rispetto alla situazione.<\/li>\n<li><strong> Una minore tolleranza alla noia.<\/strong><br \/>Anche pochi minuti senza uno stimolo possono diventare difficili da sostenere.<\/li>\n<li><strong> Una maggiore irritabilit\u00e0.<\/strong><br \/>Soprattutto quando l&#8217;uso degli schermi si intreccia con sonno insufficiente, interruzioni notturne, sovrastimolazione e difficolt\u00e0 a staccare.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Non stiamo necessariamente parlando di dipendenza dai social.<\/p>\n<p>Stiamo parlando di qualcosa di pi\u00f9 ampio: <strong>come un ambiente caratterizzato da stimoli frequenti e gratificazioni rapide possa modificare le abitudini con cui affrontiamo il disagio<\/strong>.<\/p>\n<p>In psicopatologia dello sviluppo questo elemento \u00e8 particolarmente importante. Lo stesso problema comportamentale pu\u00f2 presentarsi oggi con caratteristiche diverse rispetto a dieci o vent&#8217;anni fa: maggiore impulsivit\u00e0, maggiore conflittualit\u00e0 nei momenti di interruzione dello schermo e maggiore difficolt\u00e0 nel passaggio da un&#8217;attivit\u00e0 altamente stimolante a una meno gratificante.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-db8c698 e-con-boxed e-con\" data-id=\"db8c698\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3f4d2de elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"3f4d2de\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h4 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">I TRE ERRORI CHE POSSONO PEGGIORARE LA SITUAZIONE<\/h4>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-bcde1ca e-con-boxed e-con\" data-id=\"bcde1ca\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e87921f elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e87921f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Negli ultimi anni, osservando bambini, adolescenti e adulti, ritornano alcuni schemi molto simili.<\/p>\n<p>Sono errori comprensibili. Spesso nascono dalla necessit\u00e0 di spegnere rapidamente un conflitto o ridurre un disagio.<\/p>\n<p>Ma proprio per questo possono diventare controproducenti.<\/p>\n<p><strong>Errore 1: usare lo schermo come calmante<\/strong><\/p>\n<p>\u00abBasta piangere, ti do il tablet\u00bb.<\/p>\n<p>Funziona. Ed \u00e8 proprio questo il problema.<\/p>\n<p>Se ogni volta che compare un&#8217;emozione difficile arriva immediatamente uno schermo, il cervello pu\u00f2 imparare ad associare il disagio alla necessit\u00e0 di cercare uno stimolo esterno per stare meglio.<\/p>\n<p>A 10 anni pu\u00f2 diventare: <strong>mi arrabbio, gioco<\/strong>.<\/p>\n<p>A 30 anni: <strong>sono ansioso, scrollo Instagram<\/strong>.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che non venga sufficientemente allenata una competenza fondamentale: la capacit\u00e0 di attraversare un&#8217;emozione senza doverla cancellare immediatamente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Errore 2: togliere lo schermo come punizione senza offrire alternative<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMi hai risposto male? Niente telefono per una settimana\u00bb.<\/p>\n<p>Stabilire regole \u00e8 necessario. Ma una regola funziona meglio quando \u00e8 accompagnata da un&#8217;alternativa.<\/p>\n<p>Se lo schermo \u00e8 diventato il principale strumento per scaricare tensione, eliminarlo improvvisamente senza insegnare altri modi per regolare l&#8217;attivazione pu\u00f2 aumentare il conflitto.<\/p>\n<p>Negli adulti accade qualcosa di simile.<\/p>\n<p>\u00abDa luned\u00ec niente social\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo due giorni, arrivano irritabilit\u00e0, automatismi, desiderio di controllare il telefono e, spesso, una ricaduta ancora pi\u00f9 intensa.<\/p>\n<p>Il punto non \u00e8 semplicemente togliere. <strong>\u00c8 imparare a sostituire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Errore 3: confini temporali poco chiari<\/strong><\/p>\n<p>\u00abVa bene, ancora cinque minuti\u00bb.<\/p>\n<p>Che diventano venti. Poi quaranta.<\/p>\n<p>Il problema non \u00e8 soltanto la quantit\u00e0 di tempo trascorsa davanti allo schermo. \u00c8 anche il messaggio implicito: <strong>la regola pu\u00f2 essere spostata se insisto abbastanza<\/strong>.<\/p>\n<p>In questo modo il conflitto diventa parte della negoziazione.<\/p>\n<p>E qualcosa di simile pu\u00f2 accadere all&#8217;adulto che non riesce a chiudere il computer alle 18 perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 \u00abancora una mail\u00bb, poi \u00abancora una cosa\u00bb, poi \u00absolo cinque minuti\u00bb.<\/p>\n<p>Il confine diventa sempre negoziabile.<\/p>\n<p>Questi tre errori non \u00abcreano\u00bb da soli un disturbo del comportamento. Possono per\u00f2 contribuire a mantenerlo o ad amplificarlo, perch\u00e9 rendono pi\u00f9 difficile imparare una competenza fondamentale: <strong>sopportare la frustrazione senza doverla evitare immediatamente<\/strong>.<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-d59a3a3 e-con-boxed e-con\" data-id=\"d59a3a3\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-716d556 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"716d556\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t<h4 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">QUATTRO STRATEGIE PER ALLENARE ATTESA, NOIA E FRUSTRAZIONE<\/h4>\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b3d8d47 e-con-boxed e-con\" data-id=\"b3d8d47\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6e47ff2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"6e47ff2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p>Non serve demonizzare la tecnologia.<\/p>\n<p>Serve imparare a usarla senza permettere che diventi l&#8217;unico strumento con cui regoliamo le nostre emozioni.<\/p>\n<p>In altre parole, dobbiamo tornare ad allenare tre \u00abmuscoli\u00bb: <strong>attesa, noia e frustrazione<\/strong>.<\/p>\n<ol>\n<li><strong> Creare finestre senza schermo<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Stabilire momenti quotidiani realmente privi di dispositivi.<\/p>\n<p>Per i bambini possono essere alcune fasce dopo la scuola, durante i pasti e prima di andare a dormire.<\/p>\n<p>Per gli adulti, la prima parte della mattina e l&#8217;ultima ora della sera possono diventare momenti protetti dalle notifiche.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo non \u00e8 \u00abresistere\u00bb al telefono. \u00c8 fare esperienza di una cosa semplice ma fondamentale: <strong>si pu\u00f2 stare bene anche quando non sta succedendo nulla sullo schermo<\/strong>.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio pu\u00f2 esserci agitazione. \u00c8 normale. La capacit\u00e0 di stare senza stimoli va allenata gradualmente.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong> Introdurre pause regolari<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Una semplice regola pratica \u00e8 quella del <strong>20-20-20<\/strong>: dopo 20 minuti davanti a uno schermo, fare una pausa di circa 20 secondi guardando qualcosa a circa 20 piedi, cio\u00e8 6 metri, di distanza.<\/p>\n<p>\u00c8 una strategia pensata soprattutto per ridurre l&#8217;affaticamento visivo, non una cura per il comportamento n\u00e9 un \u00abantidoto dopaminergico\u00bb.<\/p>\n<p>Ma il principio della pausa resta prezioso: <strong>interrompere consapevolmente l&#8217;automatismo dello scroll e riportare l&#8217;attenzione al corpo e all&#8217;ambiente<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> Dare un nome alla frustrazione<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00abLo so che \u00e8 difficile aspettare. Il tuo corpo vorrebbe avere subito quello che desidera. Fermiamoci trenta secondi e vediamo cosa succede\u00bb.<\/p>\n<p>Sembra banale, ma non lo \u00e8.<\/p>\n<p>Dare un nome all&#8217;impulso permette di creare uno spazio tra ci\u00f2 che sentiamo e ci\u00f2 che facciamo.<\/p>\n<p>\u00abSono arrabbiato\u00bb non significa necessariamente \u00abdevo reagire\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSono annoiato\u00bb non significa necessariamente \u00abdevo prendere il telefono\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 uno dei passaggi centrali della regolazione emotiva: <strong>imparare che un impulso pu\u00f2 essere osservato senza essere immediatamente seguito<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Sostituire, non soltanto togliere<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Se si riducono TikTok, videogiochi o social network, bisogna chiedersi: <strong>con cosa li sostituiamo?<\/strong><\/p>\n<p>Sport, cucina, musica, disegno, lettura, attivit\u00e0 manuali, passeggiate, conversazioni, gioco non digitale.<\/p>\n<p>Non perch\u00e9 siano automaticamente \u00abmigliori\u00bb, ma perch\u00e9 permettono di sperimentare una forma diversa di gratificazione: pi\u00f9 lenta, meno prevedibile, spesso legata all&#8217;impegno.<\/p>\n<p>Il cervello deve tornare a fare esperienza del fatto che <strong>non tutte le ricompense arrivano immediatamente<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 solo \u00abcattivo carattere\u00bb<\/strong><\/p>\n<p>Quando Marco esplode perch\u00e9 deve spegnere la PlayStation e Luca perde la pazienza perch\u00e9 una risposta tarda ad arrivare, sarebbe facile concludere che entrambi abbiano semplicemente un \u00abbrutto carattere\u00bb.<\/p>\n<p>Ma questa spiegazione \u00e8 troppo semplice.<\/p>\n<p>Il comportamento nasce dall&#8217;incontro tra caratteristiche individuali, storia personale, relazioni, sonno, ambiente e contesto sociale.<\/p>\n<p>Oggi, dentro questo contesto, dobbiamo includere anche l&#8217;ecosistema digitale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-22caa82 e-con-boxed e-con\" data-id=\"22caa82\" data-element_type=\"container\" data-settings=\"{&quot;content_width&quot;:&quot;boxed&quot;}\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"e-con-inner\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-a56db07 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"a56db07\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Dott.ssa Mara Gazzi<\/strong><br \/><em>Psicologa dell&#8217;et\u00e0 evolutiva e della Psicopatologia dell\u2019apprendimento<\/em><br \/><em>Specializzata in Neuropsicologia Clinica<\/em><br \/><em>Psicoterapeuta Cognitivo-comportamentale<\/em><\/p>\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando aspettare diventa difficile Frustrazione, noia e gratificazione immediata nell\u2019era digitale DUE STORIE SPECCHIO Marco ha 11 anni. \u00c8 sveglio, brillante, va bene a scuola. 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