Ricerca per:

Il nostro studio

Servizi

Ci occupiamo di valutazione, riabilitazione e consulenza nell'ambito di tutti i disturbi nel neurosviluppo.

Equipe di professionisti

Siamo un'equipe multiprofessionale che si occupa di te e del tuo benessere psicofisico.

Formazione

Organizziamo corsi di formazione per genitori, insegnanti e professionisti del mondo dell'educazione.

I nostri articoli
IL DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO: CONOSCERE PER INTERVENIRE

IL DISTURBO DELLA COMPRENSIONE DEL TESTO: CONOSCERE PER INTERVENIRE

Se state leggendo questo articolo, probabilmente vi interessa capire meglio cosa vuol dire comprendere un testo e quando possiamo parlare di disturbo.

Il disturbo della comprensione del testo si manifesta come una difficoltà significativa nel cogliere il significato globale di un testo scritto, nell’integrare le informazioni presenti e nel ricavare inferenze, ovvero significati non esplicitamente espressi nel testo. In ambito internazionale, tali soggetti sono spesso indicati con l’espressione poor comprehenders (“lettori con difficoltà di comprensione”), riferita a individui che, pur presentando adeguate abilità di decodifica, mostrano prestazioni deficitarie nella comprensione del testo.

Nel contesto italiano, la collocazione diagnostica di queste difficoltà è ancora oggetto di dibattito scientifico e clinico. Attualmente, il disturbo della comprensione del testo non è formalmente riconosciuto come una categoria autonoma tra i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Tuttavia, in alcuni casi di disturbo della lettura, soprattutto quando sono presenti significative difficoltà nei processi di decodifica, possono emergere anche difficoltà nella comprensione di parole, non parole e testi scritti. Tali aspetti vengono generalmente valutati attraverso specifiche prove cliniche finalizzate ad analizzare i diversi processi coinvolti nella lettura e nella comprensione del materiale scritto.

La comprensione del testo, infatti, non si limita alla semplice decodifica/lettura, ma coinvolge una costruzione attiva del significato, resa possibile dall’integrazione di conoscenze pregresse, abilità di ragionamento e aspetti motivazionali. Il lettore non si limita a recepire passivamente il contenuto, ma lo elabora e lo interpreta in base ai propri schemi cognitivi e ai propri obiettivi. 

Ma quali possono essere dei campanelli d’allarme che ci possono aiutare a intervenire in tempo?

  • difficoltà a fare inferenze (trarre conclusioni sulla base del testo)
  • difficoltà a collegare le informazioni nuove con quelle già conosciute
  • difficoltà a riassumere il testo
  • difficoltà a distinguere tra fatti reali/verosimili e di fantasia
  • difficoltà nell’individuare i personaggi principali e secondari
  • difficoltà nel trovare all’interno del testo eventuali errori o incongruenze

Si può intervenire? Certo che sì. Numerosi interventi volti a migliorare la comprensione del testo si sono focalizzati su diversi ambiti, tra cui le competenze linguistiche (in particolare l’ampliamento del vocabolario), l’insegnamento di strategie specifiche di comprensione come ad esempio aiutarsi con le immagini presenti nel testo o leggere le parole in grassetto se presenti, lo sviluppo della capacità inferenziale e l’incremento della consapevolezza metacognitiva, come ad esempio la sensibilità alla struttura del testo. Quando parliamo di “approccio metacognitivo” non si fa riferimento solo al trasmettere strategie concrete ai nostri ragazzi, ma si favorisce una riflessione sull’efficacia delle strategie stesse in modo da promuovere consapevolezza degli obiettivi prefissati.

Dott.ssa Emanuela Grammatica

Psicologa dell’età evolutiva

Esperta in psicopatologia dell’apprendimento

Bibliografia

  • Cornoldi, C. (2023). I Disturbi dell’Apprendimento. Bologna: Il Mulino.
  • Gagliardini, E. (2021). Leggere leggere 2. Attività di lettura, ragionamento e comprensione per bambini di 8-10 anni. Trento, Erickson.
ESSERE GENITORI: IL “MESTIERE” PIÙ DIFFICILE DEL MONDO

ESSERE GENITORI: IL “MESTIERE” PIÙ DIFFICILE DEL MONDO

Oggi, 1° giugno 2026, come ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dei genitori.

Questa giornata è stata istituita per onorare l’impegno, la dedizione e il ruolo fondamentale di mamme e papà nell’educazione e nella crescita dei figli. Questa ricorrenza riconosce la responsabilità genitoriale come pilastro per lo sviluppo armonico dei bambini. È doveroso, quindi, celebrare i genitori di tutto il mondo per il loro ruolo cruciale, spesso silenzioso, nel sostenere e crescere le nuove generazioni.

Ma cosa si intende realmente per genitori?

La nostra società sta cambiando, è innegabile… Attualmente esistono infatti tanti tipi di famiglie. Ci sono bambini che non hanno uno o entrambi i genitori, per motivi diversi; ci sono storie complesse, anche dolorose. Noi, come Studio Progetto Vita, siamo qui per aiutare questi bambini a parlare di affetti, relazioni e pluralità delle loro famiglie. Famiglie che, quotidianamente, si mettono alla prova per affrontare numerose sfide evolutive e noi siamo qui anche per questo, per accompagnare il genitore a comprendere come cambia il suo ruolo dall’infanzia all’adolescenza. Offriamo, infatti, percorsi di sostegno alla genitorialità in cui discutere in primis della relazione genitori-figli, ma anche riconoscere i segnali di stanchezza eccessiva e incentivarli a chiedere aiuto. 

Vi facciamo un piccolo regalo… vi offriamo delle strategie per nutrire la relazione Genitori-Figli:

  • Dedica ogni giorno un momento di attenzione esclusiva in cui metti da parte lo smartphone. Ascolta non solo le parole dei tuoi figli, ma anche le emozioni che ci sono dietro, validando i loro sentimenti senza giudicarli o cercare di risolvere subito il problema. Il “tempo di qualità” non è un evento eccezionale, ma un rituale quotidiano: sono quei dieci minuti prima di dormire, la risata durante il tragitto verso scuola o il preparare la tavola insieme. È la presenza mentale, non la durata, a nutrire il legame. Spegnere lo smartphone per mezz’ora non è solo un regalo che fate a loro, ma è uno spazio di benessere che regalate anche a voi stessi.
  • Il clima familiare migliora quando si investe nel gioco e nella condivisione di attività piacevoli, non legate a doveri o regole. Questi momenti creano una “riserva emotiva” di fiducia a cui attingere quando arriveranno i momenti di tensione, i conflitti o le sfide dell’adolescenza.
  • Invece di criticare il comportamento del figlio (“Sei sempre il solito disordinato”), prova a esprimere come ti senti tu (“Mi sento stanco e frustrato quando vedo la stanza in disordine perché vorrei che collaborassimo di più”). Questo riduce le difese e apre la strada ad una cooperazione più autentica.
  • Le regole sono fondamentali per dare sicurezza, ma funzionano meglio se applicate con costanza e fermezza gentile, piuttosto che con autoritarismo. Spiegare il “perché” dietro un limite aiuta il bambino o l’adolescente ad interiorizzare il valore della regola, invece di subirla passivamente.

Ricordiamoci che non servono gesti eroici per migliorare il clima in casa; spesso è la qualità delle piccole interazioni quotidiane a fare la differenza.

La Giornata Mondiale dei Genitori è un piccolo promemoria, ma la relazione si scrive ogni giorno, un gesto alla volta. Inizia oggi: chiediti non “cosa devo fare con mio figlio?”, ma “chi voglio essere per lui oggi?”. La risposta, quasi sempre, si trova in un momento di pura condivisione.

E tu, quale sfida senti più complessa nel tuo ruolo di genitore?

Dott.ssa Chiara Zaghini

Psicologa dell’Età Evolutiva

Leggere tra le righe: Diritti LGBTQ+: accogliere le differenze, costruire appartenenza

Leggere tra le righe

Diritti LGBTQ+: accogliere le differenze, costruire appartenenza

Leggere tra le righe nasce dall’idea che la psicologia non viva solo nei manuali o nello studio clinico, ma anche nelle storie che incontriamo. Nei libri che leggiamo ai bambini, nei racconti che aiutano a comprendere meglio le relazioni, nei film che danno forma a esperienze emotive e identitarie spesso difficili da raccontare.

Ogni mese questa rubrica propone un tema psicologico attraverso libri e immagini che possano accompagnare diverse età della vita, con l’obiettivo di ampliare lo sguardo sul mondo interno, sulle relazioni e sulla complessità dell’esperienza umana.

Questo mese affrontiamo il tema dei diritti LGBTQ+, parlando di identità, appartenenza, famiglia e riconoscimento.

Parlare di diritti è parlare di salute mentale

Parlare di diritti LGBTQ+ va oltre gli aspetti politici e sociali: dal punto di vista psicologico, riguarda profondamente il benessere emotivo e relazionale delle persone.

Sentirsi riconosciuti, poter esprimere la propria identità senza incontrare rifiuto, crescere in contesti che accolgano le differenze, sono fattori che hanno un impatto diretto sullo sviluppo dell’autostima, sulla regolazione emotiva e sul senso di sicurezza personale.

Nel lavoro clinico emerge spesso quanto la sofferenza non derivi dalla propria identità sessuale o di genere in sé, ma dall’esperienza di invisibilità, giudizio o mancata appartenenza.

Per questo parlare di inclusione significa anche parlare di salute mentale, relazioni sicure e possibilità di costruire la propria identità, senza doversi nascondere.

Infanzia: esistono molti modi di essere famiglia

Il libro Per fare una famiglia (Lavieri, 2020) offre ai bambini uno sguardo accogliente sulla pluralità delle forme familiari.

Attraverso immagini da Paese delle Meraviglie e un linguaggio semplice, il libro mostra che ciò che definisce una famiglia non è una struttura unica e rigida, ma la presenza di legami significativi, di cura e appartenenza incondizionate.

Dal punto di vista dello sviluppo emotivo, poter esplorare rappresentazioni differenti delle famiglie aiuta i bambini a costruire un’immagine del mondo più inclusiva e meno basata sulla contrapposizione tra normale e diverso.

La rappresentazione conta: vedere la propria esperienza riconosciuta nelle storie favorisce sicurezza e senso di esistenza psicologica.

Adolescenza: il bisogno di essere riconosciuti

Il libro Così come sono (Franco Cosimo Panini, 2021) affronta il tema dell’identità e dell’accettazione di sé durante la crescita.

L’adolescenza è una fase evolutiva in cui il bisogno di appartenenza e riconoscimento diventa particolarmente intenso. Potersi costruire senza sentirsi costretti a nascondere aspetti importanti di sé, o a vestire panni non adatti a noi, è fondamentale per lo sviluppo di un’identità stabile e integrata.

Dal punto di vista clinico, i contesti relazionali accoglienti rappresentano un importante fattore protettivo rispetto a vergogna, ritiro sociale e sintomi depressivi.

Età adulta: identità, corpo e appartenenza

Il romanzo Middlesex (Mondadori, 2002) affronta in modo profondo il tema dell’identità, del corpo e della costruzione del Sé.

Attraverso la storia del protagonista, il libro mostra quanto il bisogno umano di appartenenza si intrecci con il desiderio di essere riconosciuti nella propria autenticità.

Dal punto di vista psicologico, il rapporto tra identità personale, corpo e sguardo dell’Altro rappresenta un tema centrale lungo tutto il ciclo di vita. Quando una persona sente di dover nascondere parti importanti di sé per essere accettata, il rischio è quello di sviluppare vissuti di frammentazione, solitudine e disconnessione.

Dal libro allo schermo con Marco Liviero

Anche il linguaggio cinematografico e animato può contribuire a costruire immaginari più inclusivi.

Nell’episodio di BlueyIl mercatino” (Stagione 1, Episodio 20) l’inclusione si respira nell’atmosfera di condivisione e nella comunità rappresentata, ma l’aspetto più interessante della puntata, e di tutta la serie animata, risiede in come viene gestito il gioco di ruolo, in particolare con la sorellina di Bluey, Bingo. In molti episodi (come Il pigiama party o I vecchietti), Bingo e Bluey si travestono ed esplorano liberamente identità e generi diversi attraverso l’immaginazione. Bingo, in particolare, ama calarsi in personaggi maschili complessi, cambiando nome e atteggiamento.
I genitori (Bandit e Chilli) non correggono mai le figlie dicendo loro “questo è da maschi” o “questo è da femmine”. Al contrario, assecondano e rispettano i nomi scelti e le identità temporanee create dalle bambine nel gioco.

Bluey mostra, con il suo rinomato tono naturale e non didascalico, la presenza di differenti configurazioni familiari. Piccoli dettagli come questi contribuiscono a rendere il mondo simbolico dei bambini più ampio, realistico ed inclusivo.

Nel film Strange World (Disney, 2022) per la prima volta in un lungometraggio d’animazione Disney, il co-protagonista è un adolescente apertamente gay e la sua omosessualità non è il fulcro del conflitto, ma un dato di fatto della sua vita. Questo tipo di rappresentazione è importante perché permette ai bambini e agli adolescenti di incontrare identità differenti all’interno di storie accessibili e quotidiane.
Ethan Clade è un ragazzo dolce, coraggioso e molto legato alla sua famiglia di agricoltori ed esploratori, che all’inizio del film, incontra Diazo, un ragazzo della sua stessa età: dai loro sguardi, dai sorrisi e dall’imbarazzo di Ethan, si capisce subito che c’è una forte attrazione reciproca.
Nel film non esiste il momento in cui Ethan deve confessare di essere gay, né ci sono scene di rifiuto, bullismo o discriminazione. Il mondo di Strange World è un luogo dove l’orientamento sessuale è accettato come qualsiasi altra caratteristica personale (come il colore dei capelli o l’altezza).
Per i bambini più piccoli il film offre una rappresentazione lineare ed emotivamente pulita: due persone si piacciono, e la famiglia le sostiene. Per i più grandi, è un ottimo spunto per riflettere su come dovrebbe essere un ambiente familiare accogliente e privo di pregiudizi.

Sentirsi legittimati a esistere

Parlare di diritti LGBTQ+ significa, in fondo, parlare del bisogno umano di poter esistere senza dover rinunciare a parti di Sé per sentirsi accettati.
La possibilità di essere riconosciuti nelle relazioni, nelle storie e nei contesti sociali contribuisce alla costruzione di un senso di sicurezza e di appartenenza, fondamentale per il benessere psicologico di ogni essere umano.

La domanda con cui vogliamo concludere questo mese è semplice: quanto spazio lasciamo, nella quotidianità, ai diversi modi di essere sé stessi?

Perché leggere tra le righe significa anche imparare a riconoscere le esperienze che per molto tempo sono rimaste invisibili.

Leggere una storia significa imparare a leggere anche sé stessi.

Dott.ssa Gaia Zanzottera
Psicologa Clinica

Dott. Marco Liviero
Educatore sociale