Leggere tra le righe: Diritti LGBTQ+: accogliere le differenze, costruire appartenenza
Leggere tra le righe
Diritti LGBTQ+: accogliere le differenze, costruire appartenenza
Leggere tra le righe nasce dall’idea che la psicologia non viva solo nei manuali o nello studio clinico, ma anche nelle storie che incontriamo. Nei libri che leggiamo ai bambini, nei racconti che aiutano a comprendere meglio le relazioni, nei film che danno forma a esperienze emotive e identitarie spesso difficili da raccontare.
Ogni mese questa rubrica propone un tema psicologico attraverso libri e immagini che possano accompagnare diverse età della vita, con l’obiettivo di ampliare lo sguardo sul mondo interno, sulle relazioni e sulla complessità dell’esperienza umana.
Questo mese affrontiamo il tema dei diritti LGBTQ+, parlando di identità, appartenenza, famiglia e riconoscimento.
Parlare di diritti è parlare di salute mentale
Parlare di diritti LGBTQ+ va oltre gli aspetti politici e sociali: dal punto di vista psicologico, riguarda profondamente il benessere emotivo e relazionale delle persone.
Sentirsi riconosciuti, poter esprimere la propria identità senza incontrare rifiuto, crescere in contesti che accolgano le differenze, sono fattori che hanno un impatto diretto sullo sviluppo dell’autostima, sulla regolazione emotiva e sul senso di sicurezza personale.
Nel lavoro clinico emerge spesso quanto la sofferenza non derivi dalla propria identità sessuale o di genere in sé, ma dall’esperienza di invisibilità, giudizio o mancata appartenenza.
Per questo parlare di inclusione significa anche parlare di salute mentale, relazioni sicure e possibilità di costruire la propria identità, senza doversi nascondere.
Infanzia: esistono molti modi di essere famiglia
Il libro Per fare una famiglia (Lavieri, 2020) offre ai bambini uno sguardo accogliente sulla pluralità delle forme familiari.
Attraverso immagini da Paese delle Meraviglie e un linguaggio semplice, il libro mostra che ciò che definisce una famiglia non è una struttura unica e rigida, ma la presenza di legami significativi, di cura e appartenenza incondizionate.
Dal punto di vista dello sviluppo emotivo, poter esplorare rappresentazioni differenti delle famiglie aiuta i bambini a costruire un’immagine del mondo più inclusiva e meno basata sulla contrapposizione tra normale e diverso.
La rappresentazione conta: vedere la propria esperienza riconosciuta nelle storie favorisce sicurezza e senso di esistenza psicologica.
Adolescenza: il bisogno di essere riconosciuti
Il libro Così come sono (Franco Cosimo Panini, 2021) affronta il tema dell’identità e dell’accettazione di sé durante la crescita.
L’adolescenza è una fase evolutiva in cui il bisogno di appartenenza e riconoscimento diventa particolarmente intenso. Potersi costruire senza sentirsi costretti a nascondere aspetti importanti di sé, o a vestire panni non adatti a noi, è fondamentale per lo sviluppo di un’identità stabile e integrata.
Dal punto di vista clinico, i contesti relazionali accoglienti rappresentano un importante fattore protettivo rispetto a vergogna, ritiro sociale e sintomi depressivi.
Età adulta: identità, corpo e appartenenza
Il romanzo Middlesex (Mondadori, 2002) affronta in modo profondo il tema dell’identità, del corpo e della costruzione del Sé.
Attraverso la storia del protagonista, il libro mostra quanto il bisogno umano di appartenenza si intrecci con il desiderio di essere riconosciuti nella propria autenticità.
Dal punto di vista psicologico, il rapporto tra identità personale, corpo e sguardo dell’Altro rappresenta un tema centrale lungo tutto il ciclo di vita. Quando una persona sente di dover nascondere parti importanti di sé per essere accettata, il rischio è quello di sviluppare vissuti di frammentazione, solitudine e disconnessione.
Dal libro allo schermo con Marco Liviero
Anche il linguaggio cinematografico e animato può contribuire a costruire immaginari più inclusivi.
Nell’episodio di Bluey “Il mercatino” (Stagione 1, Episodio 20) l’inclusione si respira nell’atmosfera di condivisione e nella comunità rappresentata, ma l’aspetto più interessante della puntata, e di tutta la serie animata, risiede in come viene gestito il gioco di ruolo, in particolare con la sorellina di Bluey, Bingo. In molti episodi (come Il pigiama party o I vecchietti), Bingo e Bluey si travestono ed esplorano liberamente identità e generi diversi attraverso l’immaginazione. Bingo, in particolare, ama calarsi in personaggi maschili complessi, cambiando nome e atteggiamento.
I genitori (Bandit e Chilli) non correggono mai le figlie dicendo loro “questo è da maschi” o “questo è da femmine”. Al contrario, assecondano e rispettano i nomi scelti e le identità temporanee create dalle bambine nel gioco.
Bluey mostra, con il suo rinomato tono naturale e non didascalico, la presenza di differenti configurazioni familiari. Piccoli dettagli come questi contribuiscono a rendere il mondo simbolico dei bambini più ampio, realistico ed inclusivo.
Nel film Strange World (Disney, 2022) per la prima volta in un lungometraggio d’animazione Disney, il co-protagonista è un adolescente apertamente gay e la sua omosessualità non è il fulcro del conflitto, ma un dato di fatto della sua vita. Questo tipo di rappresentazione è importante perché permette ai bambini e agli adolescenti di incontrare identità differenti all’interno di storie accessibili e quotidiane.
Ethan Clade è un ragazzo dolce, coraggioso e molto legato alla sua famiglia di agricoltori ed esploratori, che all’inizio del film, incontra Diazo, un ragazzo della sua stessa età: dai loro sguardi, dai sorrisi e dall’imbarazzo di Ethan, si capisce subito che c’è una forte attrazione reciproca.
Nel film non esiste il momento in cui Ethan deve confessare di essere gay, né ci sono scene di rifiuto, bullismo o discriminazione. Il mondo di Strange World è un luogo dove l’orientamento sessuale è accettato come qualsiasi altra caratteristica personale (come il colore dei capelli o l’altezza).
Per i bambini più piccoli il film offre una rappresentazione lineare ed emotivamente pulita: due persone si piacciono, e la famiglia le sostiene. Per i più grandi, è un ottimo spunto per riflettere su come dovrebbe essere un ambiente familiare accogliente e privo di pregiudizi.
Sentirsi legittimati a esistere
Parlare di diritti LGBTQ+ significa, in fondo, parlare del bisogno umano di poter esistere senza dover rinunciare a parti di Sé per sentirsi accettati.
La possibilità di essere riconosciuti nelle relazioni, nelle storie e nei contesti sociali contribuisce alla costruzione di un senso di sicurezza e di appartenenza, fondamentale per il benessere psicologico di ogni essere umano.
La domanda con cui vogliamo concludere questo mese è semplice: quanto spazio lasciamo, nella quotidianità, ai diversi modi di essere sé stessi?
Perché leggere tra le righe significa anche imparare a riconoscere le esperienze che per molto tempo sono rimaste invisibili.
Leggere una storia significa imparare a leggere anche sé stessi.
Dott.ssa Gaia Zanzottera
Psicologa Clinica
Dott. Marco Liviero
Educatore sociale
