Scuola e BES (Bisogni Educativi Speciali)
Scuola e BES (Bisogni Educativi Speciali)
Bentornati sul nostro blog!
Oggi, come avete letto dal titolo, parleremo di Scuola e BES facendo un bel ripasso di quelle che sono le linee guida.
Vorrei però partire affermando che ciascuno di noi ha un bisogno educativo speciale. In ogni contesto e in ogni ambito.
Beh.. e quindi? Perché nella scuola viene utilizzata questa denominazione specifica?
Il termine BES viene utilizzato per la prima volta nel 1994 e poi nel 2003. Ciò a cui noi oggi facciamo riferimento è, però, la direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 la quale estende a tutti gli studenti in difficoltà il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento, in termini di modalità e tempi.
Ma chi rientra in questa categoria?
Rientrano nella categoria BES coloro che presentano:
- una disabilità tutelata dalla Legge 104/92;
- disturbi evolutivi specifici:
- DSA, tutelati dalla L.170/2010;
- ADHD;
- Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP);
- Borderline cognitivo;
- Disturbo del Linguaggio (DL);
- Deficit delle abilità non verbali;
- Deficit della coordinazione motoria (Disprassia);
- Disturbo della condotta;
- svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale.
Cosa prevede la scuola per gli alunni con BES?
Come detto precedentemente, la direttiva ministeriale prevede la personalizzazione dell’apprendimento. In che modo? Attraverso l’applicazione del PDP, il Piano Didattico Personalizzato.
E di cosa si tratta?
Il Piano Didattico Personalizzato è un documento stilato dagli insegnanti, il quale prevede una personalizzazione su misura su quel singolo studente, sulla base delle sue potenzialità e tenendo conto delle fragilità che lo studente stesso mostra. Il PDP è un documento che gli insegnanti introducono in seguito ad un’osservazione dell’alunno.
Esso diviene un punto di riferimento per gli insegnanti, diventa una guida da seguire nel corso dell’anno scolastico. È opportuno che esso venga redatto entro un tempo ragionevole (entro novembre), che esso venga proposto alla famiglia e con essa condiviso, dopo eventuali confronti.
All’interno del PDP si susseguono diversi punti ma ciò che si ritiene fondamentale è la stesura degli strumenti compensativi (per esempio: sintesi vocale e audiolibri: convertono il testo scritto in audio, riducendo il carico cognitivo nella lettura; computer o tablet con correttore ortografico: facilitano la videoscrittura, annullando la fatica legata alla disortografia; calcolatrice e tavole pitagoriche: supportano lo studente con discalculia nel calcolo a mente o scritto; mappe concettuali e schemi: supporti visivi che agevolano il recupero delle informazioni durante le interrogazioni o lo studio) e delle misure dispensative (per esempio: dispensa dalla lettura ad alta voce in classe: esonera lo studente da un’attività che provoca elevato stress o ansia; tempi aggiuntivi: viene garantito almeno il 30% di tempo in più per lo svolgimento di verifiche e compiti; dispensa dallo studio mnemonico: esonera dall’imparare a memoria tabelline, poesie o lunghe forme verbali; interrogazioni programmate: si privilegia una pianificazione dei test orali per evitare sovrapposizioni di carichi di lavoro) che si pensa siano necessarie all’alunno per affrontare al meglio l’apprendimento scolastico.
Tutto chiaro?
Spero di essermi spiegata al meglio, ma sei hai qualche dubbio non esitare a contattarci!
Siamo pronti a darti tutte le informazioni di cui necessiti!
Dott.ssa Giorgia Ghiraldini
Pedagogista
Bibliografia e sitografia
- D’alonzo Luigi, come fare per gestire la classe nella pratica didattica, Giunti Edu, Firenze, 2016
